Cashero: il (super)potere dei soldi raccontato nel live-action Netflix

Da grandi poteri derivano grandi responsabilità… e grossi debiti!

Una delle citazioni più famose della storia dei fumetti rappresenta l’incipit perfetto per raccontare l’idea alla base di Cashero, la nuova miniserie Netflix basata sull’omonimo webtoon, arrivata in sordina sulla piattaforma lo scorso 26 dicembre, complice il grande hype per lo show del momento, vale a dire la stagione finale di Stranger Things.

Cashero racconta le vicende di Kang Sang-ung (Lee Jun-ho), un impiegato pubblico di Seoul che sta cercando di risparmiare il più possibile per poter acquistare una casa per sé e per la fidanzata Kim Min-suk (Kim Hye-jun). È una storia reale e comunissima, l’ordinaria amministrazione dei giorni nostri, che vede le giovani coppie costrette a fare salti mortali pur di ottenere una stabilità e un tetto sopra la testa.

Recatosi in campagna per incontrare i genitori, Sang-ung viene avvicinato dal padre Kang Dong-gi (Jung Seul-kil) che – si potrebbe dire con l’inganno – gli trasferisce degli incredibili superpoteri. Si scopre infatti che l’uomo, per lungo tempo considerato un miserabile senza un soldo in tasca, in realtà operava come una sorta di vigilante, difendendo i più deboli dalle ingiustizie grazie a capacità straordinarie: ogni won (la valuta ufficiale coreana) posseduto e speso gli permetteva di compiere imprese sovrumane. Ora quel potere è passato a Sang-ung.

Per fare un esempio, con poco più di quelli che corrispondono a circa 5 euro, il ragazzo è in grado di piegare sbarre d’acciaio come se fossero di burro. Il meccanismo è semplice, ma estremamente dispendioso e soprattutto pericoloso per un ragazzo come lui, che sta invece cercando di conservare ogni singolo centesimo per costruire un futuro con la donna che ama.

Tornando alla citazione iniziale, però, da grandi poteri derivano grandi responsabilità, e nel momento del pericolo Sang-ung non riuscirà a sottrarsi dall’intervenire. Così facendo sperpererà una quantità incredibile di denaro donatagli dalla madre, dando il via a una serie di eventi che lo porteranno nel mirino dell’Avanguardia Popolare, un’organizzazione criminale decisa a rapire e uccidere ogni superumano esistente per sottrargli i poteri e rivenderli al miglior offerente.

Sang-ung, infatti, non è l’unico a Seoul ad aver manifestato abilità straordinarie. Proprio quando si troverà faccia a faccia con il nemico, verrà soccorso da Byeon Ho-in (Kim Byung-chul, già visto in Non siamo più vivi) e Bang Eun-mi (Kim Hyang-gi), rispettivamente un avvocato ubriacone che trae la propria forza dall’alcool e una cassiera telecinetica che alimenta i suoi poteri attraverso le calorie assunte. Grazie a loro, Sang-ung farà luce sulla propria identità, cercherà di ostacolare i piani dell’Avanguardia Popolare e, soprattutto, di tenere al sicuro l’amata Min-suk.

cashero press 2

Pur essendo uno show in certi aspetti piuttosto banale e prevedibile, Cashero trae la sua forza dal concetto su cui si fonda: il potere dei soldi. In questo contesto, i soldi diventano il carburante che alimenta le capacità di Sang-ung, ma nella realtà rappresentano probabilmente la forza più grande e inarrestabile del pianeta. La ricchezza è sinonimo di potere, e qui se ne dà una prova tangibile. Le difficoltà del ragazzo nel procurarsi denaro per proseguire la sua “crociata” rispecchiano quelle dell’uomo comune, che ogni giorno deve dare il meglio di sé per affrontare la battaglia della vita. Non a caso, i suoi avversari dell’Avanguardia Popolare rappresentano la classe ricca: per loro basta un semplice gesto per far apparire dal nulla miliardi di won, e schiacciare senza pietà chi sta alla base della piramide sociale.

Purtroppo, questa assonanza – che nel webtoon originale era più marcata e serviva a raccontare i “veri nemici” dell’uomo moderno come truffatori, multinazionali e banche – viene attenuata nello show Netflix dall’introduzione di personaggi originali come Ho-in ed Eun-Mi. I loro poteri, infatti, derivano da quelli che potremmo definire altri “potenziali” mali della società: alcol e cibo. Come si dice, “i soldi danno alla testa”: il loro eccesso porta al desiderio di possederne sempre di più e di ottenere maggior potere, in questo caso concreto e simbolico. Allo stesso modo, alcool e cibo, se consumati in eccesso, diventano nocivi pur essendo, nelle giuste dosi, fonte di piacere e sollievo.

Da qui nasce una curiosa riflessione sul titolo: Cashero. Piuttosto che intenderlo semplicemente come la contrazione di “Cash + Hero”, non potrebbe richiamare “Cash + Ero”, sottolineando la dipendenza che i soldi generano nell’uomo moderno?

Cashero
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