Kakegurui: Netflix scommette sul manga con il live-action ‘Bet’
Mistero e gioco d’azzardo dal creatore di ‘Warrior Nun’.
Incominciamo col dire che Kakegurui è uno dei manga di successo più strani che esistano. Come un fumetto basato su una scuola dedita al gioco d’azzardo sia riuscito a diventare un fenomeno (ora mondiale) è davvero bizzarro. Dopo diverse serie animate e adattamenti live-action, Netflix ha preso la palla al balzo e ha dato vita alla sua serie TV Bet, che per motivi di marketing è stata proposta in Italia proprio con il titolo Kakegurui.
Lo show parte da un incipit familiare presentando una storia in qualche modo ispirata a quella originale, così come i suoi protagonisti. Yumeko, Ryan (Ryota), Mary e Kira (Kirari), così come altri studenti ricalcano abbastanza fedelmente le loro controparti cartacee per alcuni aspetti, per altri hanno subito un processo di ammodernamento e occidentalizzazione necessario alla diffusione e allo sviluppo dello show.
Dopo i primi cinque episodi la trama prende vita propria e svela tutta la sua originalità, discostandosi dal manga e presentando un racconto da teen-drama del mistero dai momenti comici e surreali, evidentemente l’unico modo per rendere “credibile” la follia di cui sono pregne le tavole del manga. E si arriva quindi a cospirazioni, alleanze e tradimenti, oscuri passati, vendette e rapporti genitoriali, amori e gelosie; Tutto ciò che avviene tra i corridoi di una scuola e altro ancora, condito da giochi di carte, sfide a duello e un sistema gerarchico che si basa sulla ricchezza (niente di più vicino dalla vita reale pensandoci bene).
Lo show punta chiaramente ad una lunga vita, così come dimostra il finale aperto di questi primi dieci episodi, e forse considerando che il suo obiettivo non è altro che distrarre lo spettatore per una mezz’oretta senza dare vita a momenti di scalpore e riflessioni profonde, forse questa scommessa potrebbe anche reiterarsi per qualche anno. Se sia vincente o meno, solo il tempo lo dirà.




















