Mercy for None: su Netflix la Corea sfida John Wick
Vendetta, sangue e sudore nella nuova miniserie orientale.
Parliamo di Mercy for None, la nuova miniserie rivelazione di Netflix che ha catturato l’attenzione del pubblico in queste settimane pre-Squid Game.
Tratta dal webtoon coreano Plaza Wars, ci si potrebbe ridurre a definirla come l’avventura di un John Wick coreano, e con la saga con Keanu Reeves in fondo c’è più di qualche assonanza.
Nam Gi-jun è un uomo pacato che ha abbandonato la violenza e il crimine dopo essere stato un vero e proprio signore della mala. La morte di suo fratello Nam Gi-seok lo sveglia dal suo torpore spingendolo su un sentiero di vendetta che coinvolgerà i due potenti clan mafiosi Bongsan e Joowoon.
La miniserie Netflix nella messa in scena non sbaglia un colpo mostrando un particolare spaccato della società coreana: quello del crimine organizzato. Qui i malavitosi non sono gente di strada, tossici, rozzi tirapiedi: ogni membro delle due famiglie è un perfetto impiegato in giacca e cravatta; Ogni luogotenente, ogni capo, è un manager in carriera che sa usare il cervello tanto bene quanto i pugni.
Ma nessuno come Gi-jun. Gi-jun non ha bisogno di riflettere, di pensare, di pianificare. E non perché non ne sia capace, ma semplicemente perché la sua furia è inarrestabile. E lo dimostrano le svariate sequenze d’azione in cui mette in scena coreografie di combattimento al limite dell’immaginabile, arrivando veramente ad essere considerato – prendendo in prestito un termine americano tanto caro al cinema – un “one man army“.
Intrighi, complotti e colpi di scena, morti inaspettate e i continui nuovi giocatori coinvolti mantengono il ritmo di Mercy for None serrato, portando lo spettatore a seguire la direzione di ogni pugno per capirne il vero scopo. Sette episodi carichi di emozione e di suspense che danno un volto diverso alle gangster stories orientali. E nonostante le numerose differenze dall’opera originale, da cui si discosta soprattutto negli ultimi episodi, lo show riesce a mantenerne l’ossatura originale soprattutto presentandone la quasi totalità dei protagonisti, dando vita a una serie di personaggi tutti ben definiti e con il proprio ruolo in questa partita a scacchi. Pedine che si mangiano a vicenda per il controllo della piazza.




















