The Boys Finale: come termina lo show Prime Video?

Patriota ha davvero compiuto il reboot dell’Universo?

Si è finalmente giunti a mettere la parola fine alla quinta e ultima stagione di The Boys, lo show di Amazon Prime Video tratto dalla dissacrante serie a fumetti di Garth Ennis e Darick Robertson che, sin dal suo primo albo, ha cercato in tutti i modi di decostruire e seppellire la classica figura del supereroe, uno dei pilastri dell’industria dell’intrattenimento americana. Lo show, dopo i primi episodi abbastanza fedeli all’originale, ha poi lentamente preso una strada molto più autonoma, aprendo le porte a nuove situazioni e protagonisti. All’inizio dell’ultimo episodio ci troviamo di fronte al dolore dei Boys per un evento che li ha letteralmente sconvolti, pronti a ottenere la propria vendetta nei confronti di Homelander (Antony Starr) — in Italia noto come Patriota — che sta per ascendere davanti al pubblico mondiale autoproclamandosi secondo Messia e nuovo Dio.

Senza fare spoiler, bisogna dire che questa quinta e ultima stagione si è trascinata fin troppo: otto puntate in cui è successo letteralmente poco o nulla e di cui, probabilmente, si sarebbe potuto fare anche a meno. Al centro di quest’ultima tranche di episodi c’è stata senza ombra di dubbio la figura di Soldier Boy (Jensen Ackles) — qui da noi conosciuto come Soldatino — e non sembra affatto un caso. La produzione firmata da Eric Kripke sembra infatti aver sfruttato The Boys e i suoi ultimi momenti quasi esclusivamente come trampolino di lancio per la storia che farà da base a Vought Rising, l’annunciato spin-off prequel le cui prime scene sono state mostrate nei cinema attraverso un trailer ancora riservato durante le proiezioni organizzate dell’ultimo episodio dello show. E per coccolare i fan di vecchia data dell’attore e dello showrunner, nel corso della stagione è stata confezionata una divertente reunion con i co-protagonisti di Supernatural Jared Padalecki e Misha Collins, prendendosi la libertà di citare con più battute sparse qua e là le avventure dei fratelli Winchester.

È davvero assurdo pensare che cinque stagioni di una serie di successo, che ha fatto parlare mezzo mondo e di cui ancora oggi si discute nonostante la delusione dei fan per quest’ultima tornata di episodi, siano state in qualche modo messe da parte per pubblicizzare “il franchise” e ciò che accadrà in futuro. Ancora più strana è la piega presa dal primo spin-off della serie Gen V, i cui protagonisti avrebbero dovuto avere un ruolo chiave negli ultimi episodi dello show madre. I giovani super al centro della vicenda sono invece apparsi in un dimenticabile cameo, e le loro storie resteranno incompiute in quanto proprio nelle scorse settimane è stata confermata la cancellazione della produzione. Una situazione tragicomica, un colmo transmediale che sembra proprio uscito da una sceneggiatura di The Boys.

The Boys
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Tornando a parlare dell’ultimo episodio “Sangue e Ossa” e considerando il percorso compiuto per arrivare fino a questo momento, probabilmente non poteva esserci un finale diverso. C’è stato anche un accenno al materiale originale, con un tentativo di riportare le atmosfere del fumetto in scena attraverso due momenti fondamentali riproposti quasi in copia carbone: il primo con protagonisti Butcher (Karl Urban) e Patriota nella Casa Bianca, il secondo tra il leader dei Boys e Hughie (Jack Quaid) nelle stanze del palazzo della Vought — e non nell’Empire State Building, come negli albi di Ennis. Epico lo scontro, o meglio la resa dei conti, fra Starlight (Erin Moriarty) e Abisso (Chace Crawford), due personaggi che sin dal primo episodio hanno dato vita a momenti di puro intrattenimento, soprattutto attraverso l’evoluzione del loro rapporto.

Contrariamente a quanto ci si aspettava — ma come già ampiamente annunciato dai produttori e ipotizzato dal pubblico online — il grande assente è proprio Soldatino, messo letteralmente da parte molto probabilmente proprio in funzione di Vought Rising. È infatti plausibile che lo spin-off si apra proprio sulla situazione attuale del personaggio e che, attraverso i suoi ricordi, venga costruita una sorta di narrazione delle vicende passate legate alla prima squadra di super della storia.

Si poteva fare di meglio? Sicuramente. The Boys meritava un trattamento migliore? Ni. La scelta, presa fin dai primi tempi, di discostarsi in larga parte dal fumetto — per quanto comprensibile, considerata la natura estrema del racconto — ha inevitabilmente aperto la strada a critiche costanti, che sarebbero inevitabilmente esplose proprio nelle ultime ore di vita della serie, come puntualmente è accaduto. Considerata la chiusura anticipata di Gen V, per mandare avanti l’universo narrativo e scoprire cosa accadrà non resta che attendere Vought Rising e sperare di scoprire presto qualcosa in più su The Boys: Mexico, progetto per ora soltanto annunciato e in cui si vocifera la presenza nel cast di due talenti latinoamericani di spicco come Diego Luna e Gael García Bernal.

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