Afterburn: Dopo l’Apocalisse in prima visione su Sky Cinema
L’Apocalisse non è per tutti.
Afterburn è un cinecomic uscito lo scorso anno che non ha mai avuto l’opportunità di debuttare nelle sale italiane. Dallo scorso sabato, però, il nuovo action movie con protagonista Dave Bautista è finalmente disponibile per tutti gli abbonati Sky Cinema, che possono così recuperare – a loro rischio e pericolo – la pellicola diretta da J.J. Perry.
Ispirato all’omonima serie a fumetti pubblicata da Red 5 Comics, ideata da Scott Chitwood e Paul Ens e disegnata da Wayne Nichols, Afterburn, presentato in televisione con il sottotitolo Dopo l’Apocalisse, racconta un’avventura ambientata in un futuro post-apocalittico: un’enorme eruzione solare ha devastato il pianeta, mettendo fine alla civiltà moderna e cancellando quasi ogni forma di tecnologia. In questo nuovo mondo, ormai spartito tra signori della guerra e fazioni armate, Jake – interpretato da Bautista – è un ex soldato che si è reinventato come cacciatore di tesori. L’uomo collabora occasionalmente con August Valentine (Samuel L. Jackson), un bizzarro personaggio che si è autoproclamato Re d’Inghilterra. All’indomani del recupero di un prezioso Stradivari, sfruttando il sogno di Jake di riparare una barca e ritirarsi a vivere in mare aperto Valentine gli propone quella che dovrebbe essere la sua ultima missione: raggiungere la Francia e prendere possesso della mitica Gioconda. Ad affiancarlo ci sarà Drea (Olga Kurylenko), una combattente della resistenza locale impegnata a contrastare il Generale Volkov (Kristofer Hivju), tiranno che governa la regione con il pugno di ferro. Quella che sembrava una semplice missione di recupero si trasformerà così in una delle imprese più pericolose e sanguinose affrontate da Jake, costringendolo a fare i conti con una delle regole fondamentali di questo inferno post-apocalittico: non ci si può fidare di nessuno.
Sulla carta, dunque, Afterburn avrebbe tutti gli ingredienti per funzionare. Un’ambientazione post-apocalittica, un protagonista carismatico come Dave Bautista, una co-protagonista del calibro di Olga Kurylenko e nomi di peso come Samuel L. Jackson e Kristofer Hivju. Il tutto condito da un’avventura che strizza l’occhio ai grandi blockbuster action. Peccato che, una volta portato sullo schermo, il potenziale del progetto venga quasi completamente vanificato da un racconto lineare e per lunghi tratti davvero banale.
Il problema principale di Afterburn è una resa scenica decisamente poco convincente, accompagnata da una recitazione che in più di un’occasione sfiora l’imbarazzante e da un cast di supporto incapace di lasciare davvero il segno. La trama parte da un concept interessante, ma il film non riesce mai a svilupparlo in maniera soddisfacente. I personaggi rimangono figure abbozzate, prive di una reale evoluzione, e lo spettatore fatica a comprendere fino in fondo motivazioni, sentimenti e obiettivi che dovrebbero spingerli ad affrontare ciò che li circonda. Anche il rapporto con il materiale originale appare piuttosto labile. Il film conserva l’idea di base di un cacciatore di tesori, ma riscrive completamente la storia, limitandosi a inserire qualche strizzata d’occhio ai fumetti. Rimane invece una marcata componente di satira politica, accompagnata da una serie di stereotipi e luoghi comuni che finiscono per rendere ancora più prevedibile il racconto. Il protagonista passa così dalle pagine del fumetto, in cui affronta uno spietato tiranno coreano, a confrontarsi sullo schermo con un altrettanto stereotipato generale russo, in una successione di situazioni che raramente riescono a sorprendere.

Eppure, paradossalmente, è proprio il concept di partenza a lasciare maggiormente l’amaro in bocca. L’idea di un mondo devastato da un’eruzione solare, in cui la tecnologia è quasi completamente scomparsa e i sopravvissuti combattono per il controllo di ciò che resta della civiltà, avrebbe potuto offrire moltissimi spunti, tra cui le mutazioni del genere umano, come accade appunto negli albi della Red 5. Afterburn, però, preferisce concentrarsi sull’azione più immediata senza costruire adeguatamente il proprio universo narrativo. Il risultato è un film che sembra costantemente sul punto di diventare qualcosa di più interessante, senza riuscire mai a fare quel salto di qualità.
Del resto, la travagliata storia produttiva del progetto avrebbe potuto rappresentare un campanello d’allarme. La pellicola ha attraversato quasi vent’anni di sviluppo, durante i quali si sono susseguiti diversi nomi coinvolti nel progetto: da Tobey Maguire come produttore a Gerard Butler come possibile protagonista, passando per registi come Antoine Fuqua, Tommy Wirkola e Jung Byung-gil. A complicare ulteriormente una produzione già tormentata, nel febbraio 2025 è arrivata anche una causa per frode nei confronti di uno dei potenziali finanziatori.
Guardando oggi il risultato finale, diventa quindi più semplice comprendere perché diverse distribuzioni nazionali e internazionali abbiano scelto di non portare Afterburn nelle sale, lasciando al film una seconda vita attraverso televisione e piattaforme streaming. Ma, arrivati alla domanda fondamentale, vale davvero la pena guardare Afterburn – Dopo l’Apocalisse?
Se l’obiettivo è semplicemente trascorrere una serata senza troppe pretese, magari lasciandosi distrarre di tanto in tanto dal cellulare, allora potrebbe anche essere un’opzione accettabile. Se invece cercate un grande action post-apocalittico, capace di tenervi incollati allo schermo per quasi due ore, con sequenze spettacolari, personaggi memorabili e un universo narrativo in grado di lasciare il segno, è meglio rivolgere altrove la propria attenzione.



















